giovedì 10 ottobre 2013

Biscotti con farina di riso



Avevo voglia di sperimentare e da un po' mi incuriosiva la farina di riso, le sue proprietà e i suoi possibili impieghi in cucina. (se vogliamo dirla proprio tutta, questa curiosità si è unita alla voglia di provare la pistola sparabiscotti :) ma questa è un'altra storia)
La mia idea era di fare dei biscotti interamente con la farina di riso, tra l'altro completamente "gluten-free"(senza glutine) e quindi perfetti anche per chi soffre di celiachia.
Il basso contenuto proteico della farina di riso (6 -7%)  la rende poco adatta alla panificazione ma adatta alla preparazione di biscotti e pasta frolla, in cui non è necessaria la formazione della maglia glutinica indispensabile invece nei lievitati.
Cercando in rete ho letto diverse ricette...alcune prevedono molto burro, altre uniscono alla farina di riso la farina di grano (e io volevo solo farina di riso), altre ancora prevedono solo albumi o solo tuorli così che rimane sempre qualcosa da riutilizzare in una diversa ricetta...per cui ho deciso di farne una "mia" (e dare il via alla mia personale sperimentazione :)  )
Sono venuti dei biscotti profumati, in cui si sente subito l'aroma di vaniglia e limone, friabili e delicati. L'unica cosa è che li ho trovati un pochino "granulosi", avete consigli?
Continuerò a sperimentare... :)




Facile

Ingredienti: (per circa 60 biscotti)

175 g farina di riso
1 uovo
70 g di zucchero
70 g di burro
una bustina di vanillina
5 g di lievito (un cucchiaino)
buccia grattugiata di limone


Procedimento:

In una ciotola lavorate il burro morbido a temperatura ambiente con lo zucchero e la vanillina finché il burro e lo zucchero non si saranno amalgamati fra di loro formando un composto spumoso. Unite poi l'uovo  e amalgamate bene il tutto.
Aggiungete la scorza di limone e, a poco a poco, la farina setacciata con il lievito.
Impastate velocemente finché l'impasto non comincerà a staccarsi da solo dalle pareti della ciotola e formate una “palla”.
Avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigorifero per una mezz'oretta.

Se usate la pistola sparabiscotti l'impasto dovrà essere sufficientemente consistente da mantenere la forma ma non troppo duro altrimenti farà fatica a scorrere. Basterà un po' di esperienza per capire ad occhio la giusta consistenza.
In generale, se volete aumentare la consistenza potete aggiungere un po' di farina o riporre l'impasto in frigorifero. Viceversa, per rendere l'impasto più morbido, fluido e liscio potete aggiungere un po' di latte.
Qui trovate maggiori informazioni e consigli su questa simpaticissima "macchinetta per biscotti".

Se invece non avete la sparabiscotti niente paura, procedete come al solito, stendete la pasta col mattarello fino ad uno spessore di circa 5 mm e usate degli stampini per la formatura.
A piacere potete spolverare i biscotti con un po' di zucchero (semolato o di canna).
Disponeteli infine su una teglia foderata con carta forno e infornate in forno preriscaldato a 180° per 10-15 minuti, fino a doratura.



...e la storia continua
Grazie anche ai vostri preziosi consigli e suggerimenti abbiamo sfornato altri biscotti e questa volta ne siamo pienamente soddisfatti!! Li trovate in un nuovo post, che dedichiamo in particolar modo a tutti voi che ci avete scritto portando la vostra esperienza e, in generale, allo spirito di condivisone che è sempre fonte di ricchezza per tutti. Andate a sbirciare, provate questa nuova ricetta (ne vale davvero la pena!) e fateci sapere se vi è piaciuta!




Se vi piacciono i dolci con la farina di riso provate anche la nostra ciambella all'arancia!


domenica 6 ottobre 2013

Straccetti con carciofi e una piccola sorpresa letteraria

Un piatto semplice eppure gustoso. Per fare gli straccetti abbiamo usato fettine di vitello tagliate molto sottili, adatte per il carpaccio. Cucinarle insieme ai carciofi aiuta a farle rimanere morbide, in più si arricchiscono dell'aroma unico di questo splendido ortaggio, che come recitava Ernesto Calindri nei caroselli del Cynar, amaro a base di carciofo,  aiuta a vivere meglio "contro il logorio della vita moderna". Guest star della ricetta: la vivace mentuccia.
PS: il cynara è il genere a cui appartiene il carciofo, il cui nome è cynara scolymus.




Facile


Ingredienti:  (per 2 persone)

200 g di straccetti di vitello
400 g di carciofi al netto degli scarti
Mentuccia
Sale
Olio q.b (io ne ho usati quattro cucchiai)



Procedimento:

Pulite i carciofi eliminando le foglie più esterne e tagliando le punte. Dividete i carciofi in quattro. Se i quarti sono molto grandi potete anche tagliarli in listarelle. Se li avete potete anche utilizzare i gambi. 
Mettete l'olio (io ne ho versato due cucchiai, ma sta a voi decidere quanto olio usare) in una padella abbastanza ampia e unite i carciofi. Salate e aggiungete la mentuccia. Durante la cottura dei carciofi, per renderli più morbidi, aggiungete ogni tanto un mezzo bicchiere d'acqua. Aspettate che i carciofi siano pronti, ve ne renderete conto perché diventeranno morbidi. 
Spostate i carciofi dalla padella ad un piatto, versate un altro po' d'olio (io ne ho versato altri due cucchiai) e stendette sulla padella, a fuoco spento, il carpaccio tagliato a strisce, cioè fatto a straccetti. Questa fase è delicata per quanto riguarda la riuscita "estetica" del piatto, perché il carpaccio, soprattutto se fatto a straccetti, se non ha una prima fase di cottura controllata e delicata tende ad arricciarsi. Quando tutte le striscioline saranno distese sulla padella in modo ordinato salate e rimettete sul fuoco a fiamma bassa. La carne tenderà a cuocersi molto velocemente. Nei primi istanti dovete con un cucchiaio di legno staccare tra di loro gli straccetti che invece tenderanno ad incollarsi. Subito dopo unite i carciofi nella padella, mescolate tutto e cuocete in fin quando la carne non è pronta... questione di attimi.

Oltre che stregone in cucina, sono anche apprendista scribacchino e in passato alcuni miei racconti sono stati pubblicati in alcune antologie. Ho questa passione. Finora però lo stimolo a scrivere era dato da eventi: un concorso, un'antologia... un evento. Eppure ci sono storie e personaggi dentro di me che premono per emergere. Finalmente ci sono riuscito. Finalmente ho scritto un racconto per me, perché avevo urgenza di scrivere, senza pensare a pubblicazioni o a quanti lo leggeranno. Sentivo che lo dovevo a me, al mio piacere di scrivere, e, vi sembrerà strano, anche alla storia che avevo in mente e ai personaggi: ora esistono.

Senza vincoli di concorsi, temi e formati predefiniti mi sono potuto cimentare nel mio genere preferito: la fantascienza. Il racconto che ho scritto è di fantascienza post apocalittica, con una vena di romanticismo, e con tanto di pan di Spagna, visto che come autore traggo spunto da tutto il mio vissuto, quindi anche dalla cucina. 

Se ci fosse una quarta di copertina sarebbe questa:

Quando la nostra civiltà è caduta io sono scappato. Sono un vigliacco, lo so. Non cerco giustificazioni, nemmeno assoluzioni. Potevo rimanere in città, ma per quanto sarei sopravvissuto ai saccheggi e alle violenze? Lottare per un pezzo di pane, uccidere per una bottiglietta d'acqua... non faceva per me. Ero un debole e ho preferito darmela a gambe. Ho preferito fuggire in un posto isolato e cercare di sopravvivere come un novello Robinson Crusoe. In realtà aspettavo solo la morte. Poi è arrivata lei. Lei non è proprio come me e te che leggi. Beh, ho deciso di accompagnarla nel suo viaggio. Da quel momento è cambiato tutto.

Scarica il racconto  in formato pdf
Scarica il racconto nei formati epub (per la maggior parte degli ereader) e mobi (per i Kindle). In caso di problemi di visualizzazione con gli ereader, lasciatemi un commento.

martedì 1 ottobre 2013

Lemon (lime or orange) curd

Immaginate una cremina al limone molto versatile, che può essere conservata in vasetti in frigorifero - anche se per brevi periodi - che può essere spalmata sul pane, come una marmellata, o può essere usata per riempire bignè o farcire torte e crostate, come una classica crema pasticcera al limone.
Stiamo parlando del lemon curd, una ricetta di origine anglosassone, dove curd sta per cagliata.
Può essere a base di limoni, ma anche di arance o lime. Se siete amanti di questi frutti sicuramente vi conquisterà.






Media difficoltà

Ricetta dal libro "Sweet indulgence"

Ingredienti:

1 foglio di gelatina ( 2 g )
75 – 100 ml di succo di limone fresco (di lime o di arancia), è circa il succo di 2 limoni
100 g di burro
2 uova
150 g di zucchero semolato
la scorza grattugiata di due limoni (lime o arancia)

Procedimento:

Mettete il foglio di gelatina in acqua fredda per 10 minuti in modo da ammorbidirlo.
Lavate i limoni, grattugiatene la buccia, tenetela da parte ed estraetene il succo.
Mettete in una casseruola su fuoco dolcissimo il succo di limone con il burro finché il burro non sarà sciolto, poi fatelo raffreddare un po'.
Nel frattempo sbattete le uova con lo zucchero. Lentamente aggiungete il composto di burro e succo di limone, continuando sempre a mescolare.
Filtrate il tutto attraverso un colino a trama grossa versandolo di nuovo nella casseruola.
Cuocete dolcemente a fuoco basso mescolando costantemente finché il composto non comincerà ad addensarsi e velerà il cucchiaio. Ci vorranno pochi minuti. Importante: fate attenzione a non portare ad ebollizione o caglierà.
Rimuovete dal fuoco, aggiungete la scorza di limone, strizzate la gelatina precedentemente ammollata in acqua e aggiungetela alla crema mescolando finché non sarà completamente dissolta.

Il curd può essere utilizzato per dolci su basi di frolla, pan di spagna, pàte gènoise...oppure tenuto in vasetti di vetro (da consumare comunque entro qualche giorno). 

venerdì 27 settembre 2013

Cups, teaspoon e tablespoon: il sistema di misura anglosassone


Quante volte vi è capitato di leggere ricette con misure anglosassoni e trovarvi alle prese con cups, teaspoons e tablespoons cercando l'equivalente in grammi?
Magari davanti a una ricetta originale di una bella pavlova, un lemon curd, un delizioso crumble o una cheesecake.
La prima cosa che si pensa è "e ora quale cucchiaio uso? quale tazza? quella più grande o quella più piccola?"  Eh si, perché di tazze, tazzine, cucchiai e cucchiaini ne esistono tante misure e, a noi che misuriamo tutto in grammi, sembra un metodo approssimativo e di dubbia riuscita.
In realtà si tratta di un metodo pratico in cui ad ogni misura (tazze e cucchiai) corrisponde un determinato volume.
Esiste infatti un "kit" di contenitori cilindrici con manico, tenuti uno dentro l'altro dal più grande al più piccolo, corrispondenti alle varie unità di misura inglesi. Avere questo kit rende in effetti tutto molto più semplice. Se nella ricetta è scritto "1 cup granulated sugar" basterà riempire (raso) il contenitore di volume equivalente a 1 cup.
Inoltre usare i contenitori piccoli può essere molto utile nel caso di piccole quantità di polveri "leggere", come lievito e spezie.
Una cosa importante è che le unità di misura anglosassoni sono unità di volume, perciò una cup di acqua non peserà come una cup di farina, di zucchero o di olio.
Le once invece (oz.) sono unità di misura di massa.


Vi riporto alcune tabelle che lei, la cuochina, giornalista e appassionata di cucina, ha postato sul suo blog personale "La cuochina sopraffina". Secondo me sono molto utili e precise.

Tabella conversione pesi:
½ oz = 10 g
¾ oz = 20 g
1 oz = 25 g
1½ oz = 40 g
2 oz = 50 g
2½ oz = 60 g
3 oz = 75 g
4 oz = 110 g
4½ oz = 125 g
5 oz = 150 g
6 oz = 175 g
7 oz = 200 g
8 oz = 225 g
9 oz = 250 g
10 oz = 275 g
12 oz = 350 g
1 lb = 450 g
1 lb 8 oz = 700 g
2 lb = 900 g
3 lb = 1.35 kg

Tabella conversione liquidi:
1 cup = 240 ml
1/2 cup = 120 ml
1/3 cup = 80 ml
1/4 cup = 60 ml = 4 tablespoons (tbsp)
1 tablespoon (tbsp) = 15 ml = 3 teaspoons (tsp)
1 teaspoon = 5 ml (tsp)
1 fluid ounce = 30 ml
1 US quart = 1 litro

I cup da misurare:
1 cup farina = 150 grammi
1 cup zucchero granulato = 225 grammi
1 cup zucchero di canna = 175 grammi
1 cup uvetta = 200 grammi
1 cup riso basmati non cotto = 180 grammi
1 cup formaggio gratuggiato = 110 grammi
1 cup burro/margarina = 2 stick = 225 grammi
1 cup latte = 240 ml
1 cup Yogurt = 250 grammi
1 cup gocce di cioccolato = 160 grammi
1 cup cacao = 120 grammi
1 cup miele = 300 grammi
1 cup polenta = 160 grammi



C'è anche un sistema per cui è possibile ottenere le quantità nel sistema di misura occidentale semplicemente moltiplicando le rispettive quantità espresse nel sistema di misura anglosassone per un dato coefficiente.
Secondo la tabella quindi:



!! Infine, un utilissimo convertitore di pesi, volumi, lunghezze e temperature lo trovate a questo link .

Spero sia utile a tutti coloro che nei loro esperimenti culinari desiderano attingere anche alle tante ricette della tradizione inglese e americana.